venerdì, luglio 20, 2007

Humanistic psycology, free will and determinism-Psicologia umanistica, libero arbitrio e determinismo


Sono davvero onorato, felice e molto
stimolato per la collaborazione che
l'amica Augusta mi sta riservando,
e in specialmodo per l'apporto e
l'impulso che una " specialista" del
settore darà di sicuro a questa pagina
diaristica chiamata "weblog", e per il
dono offerto a tutti quei lettori
abituali e non, che casualmente(?)
dovessero un giorno trovarsi in
Jungometro.

Con affetto
Davide Costa


"Non spegnere il "sorriso interiore",
che sento presente da quando sei
tornato da Lassù, Davide".


PSICOLOGIA UMANISTICA ed ESISTENZIALE.
tra DETERMINISMO e LIBERO ARBITRIO:
un cammino verso la LIBERTÀ e
l’AUTOREALIZZAZIONE.


Nel percorso esistenziale di ognuno
esistono accadimenti che non si
scelgono e che incideranno
profondamente sulla nostra vita,
orientandola in una direzione o in
quella opposta.
Tuttavia,ciascuno è convinto di essere
una persona libera, anche se lo spazio
di tale libertà è molto minore di
quello che immaginiamo.

In psicologia, in teologia, e persino
nelle aule giudiziarie è noto il
concetto di GRADI DI LIBERTA’:
basta un dolore fisico, un malessere,
una perturbazione emozionale per essere
meno liberi.

La libertà è poi condizionata da altri
fattori quali:

ereditarietà biologica
ereditarietà psichica
situazione e condizionamento familiare
temperamento
carattere
altro

Siamo quindi esseri in balia di forze
misteriose, di trame ” destiniche”
decise prima di noi e per noi?

Anche se la nostra libertà è davvero
minore di quanto possiamo credere, noi
non siamo esseri nelle mani di un
burattinaio che tira i fili del
nostro agire.

Di rigorosa formazione freudiana durata
ben oltre un decennio, con il tempo ed
una rivoluzione interiore realizzata a
tutto campo, nella pratica professionale
mi sono rivolta alla PSICOLOGIA UMANISTICA,
di matrice americana
(che affonda le sue radici nell’humus del
filosofo Ralph Waldo Emerson., ma che si
intreccia strettamente con la PSICOLOGIA
ESISTENZIALE, di ispirazione europea),
assumendone quasi in toto l’impianto
concettuale di riferimento.

Da quel momento e fino ad oggi ho usato
nel mio lavoro le tecniche e le intuizione
che i grandi psicologi di questo indirizzo
di pensiero psicologico (Rogers, Maslow.
Moreno, Fromm, Allport, Lowen e molti altri)
sono andati via via affinando.

Il giro di boa e le novità introdotte da
questa scuola di pensiero sono le seguenti:

1.minore concentrazione sugli aspetti
patologici della persona (la “malattia”
psicologica viene considerata, ma non
enfatizzata)

2.attenzione e focalizzazione sugli
ASPETTI SANI dell’individuo (concetto
usato anche in MEDICINA, quando si parla
di capacità residue di una persona,
soprattutto in seguito ad eventi traumatici,
ictus, incidenti, ecc.

3.individuazione di ciò che l’essere umano
potrebbe perseguire in termini di motivazione,
gratificazione, autorealizzazione.

In pratica, e semplificando molto, in questo
approccio psicologico si ritiene che:

1.I disagi o i problemi psicologici, di cui
una persona soffre, possono essere determinati
da tanti fattori (famiglia, lavoro,
relazioni, ecc); ma la strada da percorrere
per guarire non consiste tanto nel concentrare
l’attenzione sulla malattia, perché in ogni
individuo benché malato sono presenti anche
FORZE SANE, che vanno individuate ed utilizzate.

2.Il lavoro è quindi indirizzato sia a
rimuovere ostacoli passati, ma soprattutto,
ad attivare le CAPACITA’ LATENTI ED INTEGRE,
in possesso di ogni persona: l’uomo è quindi
al centro del suo processo di guarigione, che
si attua come scelta, creatività e
autorealizzazione

3.La salute consiste nel realizzare la propria
natura, nell'attualizzare le proprie potenzialità
e nel raggiungere la maturità attraverso una
crescita dall'interno e non un modellamento
dall'esterno; quindi tutto ciò che disturba o
impedisce l'autorealizzazione può essere per
l'uomo sintomo e causa della perdita della
salute stessa.

4.Ogni persona è un essere unico ed irripetibile,
che possiede una dignità da valorizzare sempre
e comunque, non attraverso percorsi preconfezionati,
ma, individuando il proprio personale, unico,
inedito itinerario esistenziale, magari con un
supporto tecnico-specialistico.

5.L’uomo si libera dai condizionamenti e dai
determinismi diventando quello che è,
rifiutando le decisioni che altri hanno
pensato per lui (lavoro, scuola, matrimonio,
amici, ecc), per far germogliare la pianta che
è lui, che solo riconosce e di cui decide
di prendersi cura.

“prima parte”

Augusta

1 commento:

Anonimo ha detto...

Io bevo
di
Edoardo De Filippo

Dint' a butteglia
n'atu rito 'e vino
è rimasto...
Embè
che fa
m' 'o guardo?
M' 'o tengo mente
e dico:
"Me l'astipo
e dimane m' 'o bevo?"
Dimane nun esiste.
E 'o juorno primma,
siccome se n 'è gghiuto,
manco esiste.
Esiste sulamente
stu mumento
'e chistu rito 'e vino int' 'a butteglia.
E che ffaccio,
m' 'o perdo?
Che ne parlammo a ffà!
Si m' 'o perdesse
manc' 'a butteglia me perdunarria.
E allora bevo...
E chistu surz' 'e vino
vence 'a partita cu l'eternità!